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Nell’articolo si affermava che tutti i “17 servizi segreti americani” convenivano che fosse stata Mosca a rubare i dati della posta del partito democratico.

Secondo quanto riporta il Daily Caller, in un articolo del 25 giugno, dal titolo “le giustificazioni di Trump danno fastidio anche ai suoi alleati”, per la giornalista Maggie Haberman, il leader americano “si rifiuta di riconoscere un dato di fatto, che all’unanimità, i 17 servizi segreti americani hanno confermato che la Russia ha pianificato questi attacchi e lo ha aiutato alle elezioni”.

Ieri sotto l’articolo è apparsa la confutazione:

“La valutazione di ricognizione dei dati è stata effettuata solo con quattro agenzie: l’ufficio del direttore della National intelligence, la CIA, l’FBI e la NSA, non con tutte le 17 organizzazioni americane”.

Il Daily Caller sostiene che l’ufficio del direttore della National intelligence non può essere considerato come un’agenzia indipendente.

Il presidente Donald Trump in passato ha più volte criticato il New York Times per la pubblicazione di notizie false e a giugno lo ha definito “parodia mediatica”. Inoltre, ha affermato che non avrebbe vinto alle presidenziali, “se si fosse affidato alle false notizie del New York Times”.

 


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